Saturday, 19th September 2020

Article – L’Osservatore Romano

«La Santa Sede e l’Irlanda hanno punti di vista simili su molte questioni di interesse per la comunità internazionale, in particolare sulla promozione dei diritti umani e sulla solidarietà». è quanto ha sottolineato l’Arcivescovo Giovanni Lajolo, Segretario per i Rapporti con gli Stati, presentando, nel tardo pomeriggio di martedì 15 marzo, nella sede del Pontificio Collegio Irlandese, un interessante volume sui 75 anni di relazioni diplomatico tra Irlanda a la Santa Sede.

L’opera – che raccoglie i frutti del Colloquio di studio svoltesi  in occasione dell’anniversario il 12 e il 13 novembre 2004 sul tema «Ireland and the Holy See:  Diplomatic Relations in a Changing Europe» – è stata presentata durante il tradizionale  ricevimento in onore del Patrona san Patrizio.  Quest’anno l’incontro è stato ospitato dal Pontificio Collegio Irlandese in Via dei Santi Quattro Coronati.  La sede della Rappresentanza Diplomatica, la splendida Villa Spada sul Colle del Granicolo, è infatti inagibile a causa di importanti lavori di restauro.

Alla presenza del Cardinale Desmond Connell, Arcivescovo emerito di Dublin, ha introdotto l’incontro il Rettore del Pontificio Collegio, Mons. Liam Bergin. E seguito l’intervento dell’Arcivescovo Lajolo, il quale ha ripercorso le tappe principale dei rapporti tra la Sede Apostolica e l’Irlanda. «Celebrando la Festa di san Patrizio, inviato in Irlanda da Papa Celestino I nel 432 – ha detto – rendiamo grazie a Dio per più di un millennio e mezzo di amicizia e effetto autentici.  Il tempo – ha aggiunto – ci ha offerto l’opportunità di ripensare a come queste relazioni si sono sviluppate e di rinnovare la volontà di entrambe le parti di continuare a migliorarle».

L’Arcivescovo Segretario per i Rapporti con gli Stati ha poi sottolineato l’importante contributo del prof. Dermot Keogh – storico della Università College di Cork, autore del prezioso volume «Ireland and The Vatican: The Politics and Diplomacy of Church-State Relations 1922-1960» (Cork University Press, 1995) – al Colloquio dello scorso novembre.  Il suo intervento è riportato nel libro presentato e -. Ha spiegato l’Arcivescovo Lajolo – «descrive il contesto storico nel quale furono instaurate le relazione diplomatiche e fra le motivazioni del loro rinvio fino al 1929 cita i timori da parte della gerarchia ecclesiastica che il Nunzio Apostolico potesse trasformarsi in una sorta di agente dell’influenza britannica sulle nomine episcopali in Irlanda». Per questo – ha proseguito il Presule – quando il 14 gennaio 1930 il nuovo Nunzio Apostolico giunse a Dublino, il prof. Keogh parla dell’arrivo del dublinese Mons. Paschal Robinson con i seguenti termini: «Nessun altro evento poteva competere con quello dell’arrivo del nuovo Nunzio. A Dublino fu salutato con grande entusiasmo.  Migliaia di persone affollarono le strade per assistere al suo avanzare nella città su un mezzo aperto…Ovunque andasse la folla lo acclamava…egli incantò e disarmò tutti Vescovi irlandesi.  Presto compresero che non avevano nulla da temere dal nuovo Nunzio».

L’Arcivescovo Lajolo si è quindi soffermato sugli eventi che precedettero la redazione della bozza della nuova Costituzione irlandese nel 1937. «Il Governo intendeva conoscere l’opinione di Papa Pio XI sulla formulazione dell’articolo relativo alla religione. Il Papa, saputo che la gerarchia era divisa e che esisteva una campagna per istituire come religione di stato la confessione cattolica, rispose: né approvo né non disapprovo; taceremo.  Il Governo interpretò questa  risposta come una dichiarazione di neutralità.  La Chiesa cattolica non divenne confessione di Stato e l’articolo sulla religione fu considerato accettabile per tutte le Chiese».

Spostando l’attenzione sull’attualità l’Arcivescovo Lajolo ha infine evidenziato come i tempi siano cambiati.  «Sebbene la stima reciproca e i valori condivisi che hanno sempre sotteso questo rapporto abbiano superato la prova del tempo – ha detto -, sono mutati i quadri di riferimento e gli obiettivi.  Nel 1929 l’instaurazione delle relazioni diplomatiche con la Santa Sede aveva significato per il neonato Libero Stato irlandese una dichiarazione della sua identità e una conferma della sua statura internazionale.  Oggi – ha concluso -, in un epoca di multilateralismo in espansione e di crescente interdipendenza, l’Irlanda svolge un ruolo maggiore di quello che ci si aspetterebbe da un Paese delle sue dimensioni e della sua realtà demografica».

Dopo il Segretario per i Rapporti con gli Stati è intervenuto il Dr. Giuseppe Lamponi, che per mezzo secolo è stato stretto collaboratore dei vari ambasciatori irlandesi succedutisi a Villa Spada.

Infine l’Ambasciatore d’Irlanda presso la Santa Sede, S.E. Philip McDonagh, ha annunciato che il volume presentato viene distribuito nell’Isola da «Veritas» con l’obiettivo «di stimolare il dibattito e la riflessione in Irlanda sulle possibilità del dialogo strutturato tra il governo e le Chiese» ed ha ringraziato i presenti.  Tra questi: Mons. Gabriele Caccia, Assessore della Segretaria di Stato che aveva presieduto i lavori durante il colloquio di studi del novembre 2004, Mons. Tommaso  Caputo, Capo del Protocollo della Segretaria di Stato; Mons. Bernardito C. Auza e Mons. Joseph Murphy, Officiali della Segretaria di Stato; Mons. Karel Kasteel, Segretario del Pontificio Consiglio «Cor Unum»; diplomatici di 40 Paesi accreditati presso la Santa Sede; sacerdoti, consacrati e consacrate in rappresentanza delle 50 comunità religiose irlandesi presenti nell’Urbe.

Pubblicata dalla Tipografia Vaticana, questa pregevole opera di 130 pagine in lingua inglese si intitola «Celebrating 75 years of Diplomatic Relations between Ireland and the Holy See».  Contiene materiale storico, fotografie, discorsi e dichiarazione riguardanti le celebrazioni per l’importante anniversario svoltesi a Roma il 12 e il 13 novembre 2004. Momenti fondamentali di quelle giornate furono il Colloquio di studio al Pontificio Collegio Irlandese; la solenne Concelebrazione Eucaristica di rendimento di grazie, presieduta dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, nella vicina Basilica di San Giovanni in Laterano; l’udienza del Santo Padre Giovanni Paolo II al Ministro degli Affari esteri della Repubblica Irlandese Dermot Ahern.  Pochi giorni prima, il 29 ottobre, il Primo Ministro irlandese, Bertie Ahern, aveva partecipato a Roma alla firma del Trattato Costituzionale dell’Unione Europea.

Di questi avvenimenti si parla nel libro edito dal Rev. Albert McDonnell – sacerdote della diocesi di Killaloe e vice-Rettore del Pontificio Collegio Irlandese – con il sostegno dell’Ambasciatore d’Irlanda presso la Santa Sede.

Scorrendone le pagine patinate si entra in contatto con una storia che affonda le sue radici nel Quattrocento.  Infatti la tradizione collega le prime missioni evangelizzatrici di Palladio e di Patrizio a Papa Celestino I.  Vi si ritrovano anche i contributi dei monaci irlandesi Colmcille, Colombano, Gall e Killian all’identità cristiana dell’Europa cosi come la loro unità con la Santa Sede.

Infine il volume ricorda, con gratitudine, i Nunzi Apostolici che hanno prestato servizio a Dublino, gli Ambasciatori irlandesi e tutti i diplomatici che, in questi 75 anni, hanno dato il loro contributo al rafforzamento delle relazioni tra l’Irlanda e la santa Sede.  Numerose illustrazione impreziosiscono la pubblicazione rimandando il lettore indietro nel tempo, fino all’Istruzione autografa con cui Papa Innocenzo X (1644-1655) nominava l’Arcivescovo Rinuccini «Nunzio Straordinario nel Regno d’Irlanda».

Article “Riflessioni sul 75° anniversario delle relazione diplomatiche tra Irlanda e Santa Sede” by Gianluca Biccini published in L’Osservatore Romano, 17 March, 2005.,