Condolence Messages for Fr. Ragheed Ganni

 

I was so very sad to learn of the terrible death of our dear friend Ragheed. My abiding memory of Ragheed from our days in Coláiste na nGael is his beaming smile and generous spirit. Even after ten years that image is as clear to me as it was then.

To us at home in Ireland, it seems cruelly anachronistic that Ragheed should have been a victim of the senseless sectarianism that we are tentatively putting behind us. Of course we Irish had adopted Ragheed as one of our own, both in Rome and Loch Derg. As an adopted Gael it is fitting then that he is remembered at this, albeit online, wake on the via Santi Quattro. It struck me as well that Fr Ragheed and his martyred companions have added another Santissimi Quattro to the Church Triumphant.

My sincere sympathies go to Ragheed's family and friends. My thanks too to Fr Liam and the staff of the Irish College for giving me the chance to remember Ragheed in the company of some old friends.

Go ndéana Dia trócaire ar anam uasal Ragheed.

Cathal Ó Manacháin

c'est avec un coeur lourd  et triste que j'ai appris la mort de votre pretre en Irak  en cette triste nouvelle  je vous prèsente  mes condoleances les plus attriste que le Seigneur Jésus  Christ chemin verité et vie qui a verse son sang  pour sauver l'humanité  l'accueil dans le rang de ses martyrs   et comme a vait dit le Christ " on vous persécutera, on vous accusera faussement  on vous conduira dans  les palais des gouverneurs  a cause de mon nom  amais ayez confiance  et rester fermes jusqu'au bout  car j'ai vaincu le monde "

que Dieu l'accueil dans son paradis

Père ANTOINE N DONG

 

Bonjour,

Oui, une déchirure au coeur s'empare de moi en écoutant à la radio que ce père Ragheed a été martyrisé, lui, qui était là pour conduire le troupeau. Seigneur que tre prêtres ne soient pas tués, mais au contraire, qu'ils soien la lumière pour tes enfants sans père. Je prie pour ce prêtre dans mon rosaire quotidien, je le présente en ce moment au Père Tout Puissant, qu'il soit accueilli parmi les brebis bien aimées de Dieu. Et qu'il soit un modèle pour ses frères. Que le royaume de Dieu rayonne à tout jamais dans son coeur et dans son âme.

Prions pour les chrétiens d'Irak et pour que la paix vienne et prenne racine dans ce pays.

Notre

Père Marie-Claude

In nome di Dio, clemente e misericordioso
Ragheed, fratello mio

Ti chiedo perdono, fratello, di non essere stato accanto a te quando i criminali hanno aperto il fuoco su te e i tuoi fratelli, ma le pallottole che hanno trafitto il tuo corpo puro e innocente, hanno trafitto anche il mio cuore e la mia anima.

Tu sei stato una delle prime persone che ho conosciuto al mio arrivo a Roma, nei corridoi dell’Angelicum, dove ci siamo conosciuti e dove abbiamo bevuto assieme il nostro cappuccino nella caffetteria dell’università. Tu mi avevi colpito per la tua innocenza, la tua allegria, il tuo sorriso tenero e puro che non ti lasciava mai. Io non posso che immaginarti sorridente, felice, pieno di gioia di vivere. Ragheed per me è l’innocenza fatta persona, un’innocenza saggia, che porta nel suo cuore le preoccupazioni del suo popolo infelice. Mi ricordo di quella volta nella mensa dell’università, quando l’Iraq era sotto embargo e tu mi hai detto che il prezzo di un solo cappuccino avrebbe potuto colmare i bisogni di una famiglia irachena per un’intera giornata, come se tu ti sentissi in qualche modo colpevole di essere lontano dal tuo popolo assediato e di non condividerne le sofferenze…

Eccoti di ritorno in Iraq, non solo per condividere con la gente il loro destino di sofferenze, ma anche per unire il tuo sangue a quello delle migliaia di iracheni che muoiono ogni giorno. Non potrò mai dimenticare il giorno della tua ordinazione all’Urbaniana… Con le lacrime agli occhi, mi avevi detto: “Oggi sono morto per me”… una frase molto dura.

Nell’immediato non avevo ben capito, o forse non l’avevo presa sul serio come avrei dovuto… Ma oggi, attraverso il tuo martirio, l’ho capita questa frase… tu sei morto nella tua anima e nel tuo corpo per resuscitare nel tuo Bene amato e nel tuo Maestro e affinché Cristo resusciti in te, malgrado le sofferenze e le tristezze, malgrado il caos e la follia.

In nome di quale dio della morte ti hanno ucciso? In nome di quale paganesimo ti hanno crocifisso?... Sapevano veramente quello che facevano?

Oh Dio, noi non ti chiediamo vendetta o rivincita, ma vittoria… vittoria del giusto sul falso, della vita sulla morte, dell’innocenza sulla perfidia, del sangue sulla spada… Il tuo sangue non sarà stato versato invano, caro Ragheed, poiché ha santificato la terra del tuo paese… ed il tuo sorriso tenero continuerà ad illuminare dal cielo le tenebre delle nostre notti e ad annunciarci un domani migliore…

Ti chiedo scusa, fratello, ma quando i vivi si incontrano, essi credono di avere tutto il tempo per conversare, farsi visita e dirsi i propri sentimenti e i propri pensieri… Tu mi avevi invitato in Iraq... Sogno sempre di visitare la tua casa, i tuoi genitori, il tuo ufficio… Non avrei mai pensato che sarebbe stata la tua tomba che un giorno avrei visitato o che sarebbero stati i versetti del mio Corano che avrei recitato per il riposo della tua anima….

Un giorno, ti ho accompagnato per acquistare degli oggetti ricordo e dei regali per la tua famiglia alla vigilia della tua prima visita in Iraq dopo una lunga assenza. Tu mi avevi parlato del tuo lavoro futuro: “Vorrei regnare sulla gente sulla base della carità prima della giustizia” mi avevi detto. Allora mi era difficile immaginarti come “giudice” canonico… Ma oggi il tuo sangue e il tuo martirio hanno detto la loro parola, verdetto di fedeltà e di pazienza, di speranza contro ogni sofferenza e di sopravvivenza, malgrado la morte, malgrado il nulla.

Fratello, il tuo sangue non è stato versato invano… e l’altare della tua chiesa non era una mascherata… Tu hai preso il tuo ruolo con profonda serietà, fino alla fine, con un sorriso che nulla spegnerà… mai.

Il tuo fratello che ti vuole bene

Adnan Mokrani, Professore di Islamistica all’Istituto di Studi delle religioni e delle civilizzazioni, Università Gregoriana Pontificia, Roma.

I am very very sad, because I read about father Ragheed! Since his dead I pray to him and I will pray everyday to him, to holy priest Ragheed... He was God´s man!  I pray still, everyday, everytime, everythere, at work, at home, in church -for christians on the world, especially in Iraq, I read about everything and that´s why my heart and my mind is near these christians.

Heaven is craying... Ragheed went to heaven, to dearest Jesus, now - he is praying for his country... Our God, help please Iraq, help them! God bless you, bless Irag! All world, help them! My Iraq, God with you... We must hope! I am sure, God will change this tragedy and war! Jesus is with everybody of christians in Iraq and we must believe Him.

Oliver, 32 years, Slovakia - town Kosice

My I offer my sincere sympathy on the recent tragic deaths of Ragheed and his colleagues. I have many fond memories of Ragheed when we worked together on Lough Derg. His love of all things Irish, his interest in the history and tradition of Lough Derg, his love of people and the fun we all shared on the island certainly endeared him to many people. 

His sad death highlights to all of us just how desperate the situation is for so many people in his native country.

A dheis de go raibh a Ainm

Fr. Cathal Deery, Emyvale, Co. Monaghan

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